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Stuoia Neolitica

 

(1998:Prof.Gambasini durante lo scavo

 vicino al cesto)

E' stata scoperta nel 1997 dal Prof.Gambassini e la sua equipe alla base dei livelli neolitici; non c'è traccia di pareti e dunque non è un contenitore tipo cesto. L'analisi sulle fibre utilizzate è in corso: l'intreccio è a spirale con base a chiocciola, tecnica diffusa ancora oggi. L'orlo esterno è in materiale vegetale diverso, che si prolunga in una sorta di anello (rinvenuto spezzato) che poteva costituire un manico; il manico simmetrico è andato purtroppo perduto nel corso di scavi clandestini, nel periodo di abbandono della grotta. La presenza di manici poteva conferire alla stuoia un uso di borsa floscia.

L'eccezionalità del reperto è determinata dalla singolare conservazione di un materiale così labile in grotta e della cronologia, che ne fa il lavoro a intreccio più antico rinvenuto fin ora in Italia.

La stuoia è stata rimossa dalla sua sede originaria nel 1998, per essere inviata presso l'Ufficio Beni Culturali di Trento          (La stuoia risale a 6500 anni fa)

dove è stata restaurata. Attualmente trovasi presso il Museo Civico di Bisceglie dove sono esposti i migliori reperti rinvenuti in Grotta.

 

 

 

(le fibre della stuoia al microscopio elettronico)

 

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